Il caso Mirella

 
 
“tre in uno ... abbiamo anche un corpo”

spiegazione per un libro aperto


 
Il caso Mirella
“In quarant’anni di ricerca, non ho mai incontrato, per contenuti, riscon­tri, costanza e durata nel tempo, una storia così eccezionale”; un caso appunto. Ad affermarlo con disarmante sincerità è la più autorevole figura di ricercatore nel campo della transcomunicazione strumentale metafoni­ca, (ovvero ascolto delle voci di entità disincarnate attraverso la radio), Marcello Bacci di Grosseto. Una storia assolutamente autentica e se vo­gliamo: più unica che rara, che ci parla della potenza dell’amore e della dirompente, sottile, bellezza dello spirito; cose che vanno di pari passo. Infatti “il grande amore’’ tra Mirella e Franco, non è certo terminato con il passaggio nell’altra dimensione di lei. Ma è continuato nel nome e nel segno dell’evoluzione dello spirito di entrambi, sia pur in stati diversi.
Rivenendo al già citato “maestro’’ Marcello Bacci, è come se alcune tra le maggiori entità che da anni ed anni intervengono alla sua radio, avessero ispirato questo cammino, tanto è vero che un’autorevole, chiara voce fem­minile il 28 aprile 2000 ne traccia le linee guida: Cari amici è personale (è per Franco) noi viviamo nella luce, dove Franco ha un intermediario, per lui è la persona più cara: la moglie, che lo può aiutare in questo cam­mino. La nostra stessa vita diventa la storia nella fedeltà di questo amore e lei è presente ed opera per tornare da lui ancora, che meraviglia! E’ una grazia che lui (lo Spirito – Dio) ti concede. Altra importante affer­mazione, che ne è conferma, tra le tante, viene dall’entità Alexander che il 13 aprile 2002 comunica: Ciò che ha fatto Mirella, come dico, è unico, Franco. Un’altra entità il 4 luglio del 2009, quasi a voler porre sigillo a questo percorso dice: Si rendano conto (coloro che leggendo ed ascoltan­do vengono a conoscenza di queste cose, che) Franco ha dato un grande contributo e lui ne vede i frutti positivi. Di questo affascinante cammino, che non può, per sua stessa natura prescindere dalla ricerca di Dio, fine supremo di ogni nostro desiderio, si parla in modo sincero e documen­tato in “Tre in Uno ...abbiamo anche un corpo’’, che dopo le esperienze di: “Fede e amore, fili d’oro per il cielo’’, “Oltre Mirella, con Mirella” e “Quello che vedo nell’Oltre e dall’Oltre’’, completa, (contenendone i tre) quale approdo di ulteriore crescita, la fatica letteraria di Franco Grigiotti. Per una più facile fruizione dei contenuti di quest’ultima opera sarà forse utile sottolineare come impropriamente si tenda a classificare fenomeni ed eventi soprannaturali, come paranormali; a nostro avviso si tratta sem­pre di eventi di matrice esclusivamente spirituale, che però, dilatandosi, vengono ad interessare anche la sfera materiale, producendo effetti fisici, come apporti, nodi alle corone, profumo, che chiariremo oltre.
Spirito e materia interagiscono, evidenziando chiaramente che “tutto è energia”. E tutto ci indirizza verso la fede, verso la verità. Gesù stesso, quando ricorre, sia pur con parsimonia e l’equilibratissima misura che sappiamo, ai miracoli, lo fa per sollecitare la sensibilità della persona, del­la sua anima, verso il trascendente. Ma tornando al nostro libro, ed al suo aspetto esperenziale, uno dei punti più intensi si verifica quando anima e spirito di Mirella entrano in Franco diventando una cosa sola. Un’incor­porazione che rende i due protagonisti fusi insieme, pur nella distinzione delle rispettive identità. E l’entità Alexander alla radio del “Centro David’’ di Grosseto di Marcello Bacci, il 13 aprile del 2002 ricorderà: Lasciarsi penetrare, …sono segni dello spirito. Un’altra alta entità il 21 maggio sempre del 2002, sollecitata da Franco sullo stesso argomento dirà: Entra dentro l’esclusiva dello spirito. La sposa (Mirella) manda al suo sposo un raggio di luce; l’anima che lo cerca non mette limiti, ma il suo amore la­vora nascostamente per manifestare la sua presenza. Presenza e potenza dello spirito che nel percorso di Franco e Mirella si concretizza anche con delle esperienze extracorporee (…il trovarsi con l’essenza del proprio es­sere e consapevolezza al di fuori del corpo): Franco, sempre nel riverbero spirituale di Mirella, rivive con lucidità il suo concepimento, parte della gestazione, come in una regressione da autoipnosi, direbbero gli esperti. E ancora di più: la fedele compagna, quasi in un trasferimento di andata e ritorno, fa vivere incredibilmente a Franco “la sensazione del suo tra­passo’’. Un’esperienza tanto unica quanto serena. Un’altra esperienza di particolare intensità è quella vissuta nel calore di “una sfera trasparente’’ che esalta la totale fusione, di Mirella e Franco, pur sempre nel mante­nimento della reciproca unicità. Un cammino ricco anche di “profumi’’, è il caso di dire, quello di Mirella e Franco, se è vero com’è vero che “lei’’ già dopo pochi giorni dal ritorno nella luce di Dio, inizia ad inviare al suo amato “inebrianti essenze” (avvertite in più occasioni in automia, leggen­do i libri, anche da altri). La conferma della provenienza del profumo, dal­le “voci’’di Bacci: il 22 marzo 2002, un’entità del “Centro Davide’’ parla così: C’è Franco, oh fratello! Lo dico a te, è una memoria dolcissima che ha voluto continuare. Lo so che il sacrificio è grande, specialmente quan­do arriva la sera, ma… una storia fantastica, e tu sai che non è soltanto la vicinanza fisica che conta, ma è l’amore che non ha tramonto: Mirella è dentro l’amore, verrà a baciarti in fronte. Che bello sentire il profumo (breve pausa)…Mirella è lì. (…cio’ sta a significare che Mirella oltre ad essere dentro l’amore è anche dentro il profumo. Le parole: Mirella è lì, quasi sicuramente sono dette da Mirella stessa). Ancora sullo stesso tema il 27 marzo 2004, un’altra entità, riferendosi a Franco dice: “Cominci a spaziare in qualcosa. Lui (..Franco), in casa è con lei (..Mirella) …com­pletato dentro. Anche lui vede la storia (..la vive e la comprende) che por­ta da lontano il profumo della sua amata. In “Tre in Uno ...abbiamo anche un corpo”, Franco Grigiotti non manca di dedicare spazio al significato degli apporti (materializzazioni di oggetti, da parte dei nostri cari, in dono per noi): pietre dure, a forma di cuori, crocifissi, madonnine, conchiglie, coralli, eccetera. Tanti ne sono arrivati da Mirella e da altre entità. Uno dei più importanti, ricevuto da Franco in casa a Roma il 9 febbraio del 2002, è costituito da una “M’’ (di metallo di circa due centimetri e mezzo) che inequivocabilmente, ci vuol dire da parte di chi arriva. E anche qui con­ferma delle voci, alla radio di Bacci; il 7 settembre 2002, un’entità, (tra le altre frasi) evidenzia: Ti ricordi anche è molto bello la “M”, un dono dello spirito; non sei mai solo. L’amata sposa di Franco si è manifestata anche attraverso “nodi alle corone del santo rosario’’, il cui significato spazia da semplici testimonianze d’amore (“nodi d’amore’’), a messaggi veri e propri, che a seguito del nodo, vengono trasmessi telepaticamente. Così ha fatto Mirella, in fondo anche per ‘‘sussurrare’’ tanti contenuti dei vari libri a Franco, Franco che una volta di più tiene a precisare, di esserne stato soltanto ‘‘l’autore amanuense’’. Anche qui, viene ad essere molto in­teressante rifarsi alle “voci”: l’8 marzo 2002, Marcello Bacci dice, rivolto ad una entità: “Ha scritto tanto Franco, sai?!- Franco aggiunge: “Mi fate scrivere chissà quanto, voi siete sempre con me, quando scrivo vi sento!”
A questo punto l’entità risponde, con un’enfasi tanto particolare quanto espressiva: Mirella è quella che scrive! Questi fatti riportati sono solo alcuni dei tanti accaduti significativi ed importanti, che con innumere­voli altri, sempre appassionanti, ma anche emblematici, dovranno essere analizzati e ampliati, ma soprattutto meditati. Cosa aggiungere di fronte a tanta chiarezza!? Soltanto che, e qui veniamo ad un aspetto tecnico che avvalora l’autorevolezza ed autenticità delle voci (voci che sono allegate al libro in un ricco dvd), molte comunicazioni, a campione, sono state sottoposte all’analisi computerizzata di ‘‘Laboratorio interdisciplinare di ricerca biocibernetica’’di Bologna, da Daniele Gullà, specialista del suo­no. E’ un’autorità del settore, consulente di importanti enti pubblici e giu­diziari a riguardo di perizie foniche.
Grazie a software specifici ed altri strumenti tecnici d’avanguardia, ha po­tuto stabilire l’autenticità personale (pur senza corde vocali) e di identità umana, (laddove sia stato possibile il raffronto con la voce in vita dell’in­dividuo), delle voci.
Ci fermiamo qui. Il resto lo lasciamo alla lettura, e all’ascolto di “Tre in Uno ...abbiamo anche un corpo’’, opera che inevitabilmente ci porta sul sentiero di Dio, senza tentennamenti e ripensamenti. Infatti tutto, dalle comunicazioni alla fenomenologia, allo stesso, pur importantissimo rap­porto tra Franco e la sua amata, viene ad essere “complementare’’ rispetto al significato primario della ricerca; cammino di tutti noi, che tende inevi­tabilmente alla consapevolezza della nostra natura divina.
“Tre in Uno ...abbiamo anche un corpo” altro non vuol essere e non è che un appassionato documento spirituale. E’ certamente lo scopo stesso del: “caso Mirella’’!



 
LORENZO CAFFE’
(Giornalista)